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WE'RE NOT A BAND. WE'RE NOT A LABEL. We're just MUSICIANS FOR MUSICIANS and MUSIC LOVERS. This space is to promote the music of a lot of dreamers, dreaming about a world where music is the word, and true communication happens with it. Who said impossible? We LOVE impossible missions, beware!
We are proud to announce the new compilation album called "BALUMBA TOMBO REVOLUTION"!!! After 2 years from the previous "Reloaded" double CD album, here we are with 10 brand new exciting tracks by Pedale Baroque's artists. Soon available on iTunes you can listen NOW here all the 10 "appetizers", enjoy!
And don't forget the previous "BALUMBA TOMBO RELOADED" pt.1 & 2 These two albums were featuring 21 brand new songs from our artists, all UNSIGNED, searching for a deal with some good music label everywhere in the world. The songs are covering a lot of different musical styles and the artists are singing in a variety of languages, such as English, French, Italian, Spanish, or not singing at all! (instrumentals) This project is damn international, even if it's coming from a little big city like Bologna, and a little big nation like Italy. Here you can find some excerpts from both albums. They are only excerpts and not the whole song, which is available for sale at www.cdbaby.com from February 2009. And a brand new track is available exclusively there, replacing the only cover originally included (Je suis fragile/I get weak) with "How it had to be" a wonderful ballad just translated in English for all the CDBABY's customers. Please, feel free to communicate with us. Music is a fantastic way of communication but simple words and simple feelings will be good anyway. See ya soon, music lovers of the whole world!!!

One more thing: WE'RE LOOKING FOR A DEAL, any kind of deal. A record label interesting in making it a real record available worldwide, a producer to produce it, a management and so on. Any help in that will be vastly appreciated! Thanks a lot :-))

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C'era una volta, vent'anni fa, anno più anno meno, una compilation musicale dal nome equivoco: "Balumba Tombo".

Vent'anni dopo, molti degli stessi nomi si ritrovano attorno a un mixer, insieme a forze nuove dell'esercito della musica "no profit" ed elaborano quello che a tutti gli effetti si può defnire il seguito. Ed ecco, dopo una laboriosa lavorazione, BALUMBA TOMBO RELOADED, vale a dire una nuova compilation targata PEDALE BAROQUE.

Ma non finisce qui! A meno di 2 anni distanza, molti degli artisti e delle bands che non erano riusciti a entrare in "BALUMBA TOMBO RELOADED" si ritrovano su BALUMBA TOMBO REVOLUTION (il sequel del sequel), insieme a qualche fedelissimo che ha voluto fare il bis. ;-)

Ma chi è sta gente, che sono questi nomi? (vi starete forse chiedendo) E allora eccovi un briciolo di storia. Nella metà degli anni 80 c'era molto fermento musicale, sia nel mondo, sia per riflesso in Italia. Le mode cambiavano vorticosamente all'insegna della ricerca del nuovo, del trasgressivo, del non convenzionale. La new wave, i new romantics, la musica elettronica, ecc. ecc... Sì, erano anche gli anni della grande rivoluzione tecnologica. I sintetizzatori, gli strumenti elettronici, i registratori multitraccia a cassette e i primi computer casalinghi stavano per rivoluzionare l'approccio alla musica tutta. In questo contesto alcuni artisti Italiani, e molto precisamente di Bologna, si cominciavano ad avventurare in questo affascinante mondo artistico, creando musica nella maniera + ibrida e + incontaminata che si poteva immaginare. C'era molto "naif-ismo" nelle loro creazioni ma anche tanto entusiasmo e tanta creatività. Ben presto si creò un piccolo seguito a livello cittadino, che battezzò il movimento come "sottocutaneo", per evidenziare un tipo di musica al di fuori di ogni costrittiva logica commerciale. (e la cui assimilazione avveniva passando "sotto la pelle" per impregnare + a fondo le anime di chi ascoltava) In poche parole si faceva musica, con il solo scopo di divertirsi e far divertire. Questi artisti decisero di inventarsi una "casa discografica fantasma", che fungesse da loro marchio. Nacque così la Pedale Baroque Records. Tutto era ironico, provocatorio, infatti non solo la Pedale Baroque Records ai fini giuridici non esisteva, ma nemmeno produceva "records" (dischi) in quanto la tecnologia dei tempi prevedeva ancora unicamente come mezzo di diffusione della "musica povera" (e quindi veramente POPolare) la cassetta, il nastro magnetico. E così, via al proliferare dei celeberrimi DEMOTAPES con cui la musica autonoma ed indipendente provava a farsi ascoltare. Internet non esisteva ancora e quindi via di pacchettini e di posta, nella speranza di essere notati da qualche discografico o produttore. La produzione "Pedale Baroque" era smisurata. Non importava che alle porte a cui si bussava non apriva quasi mai nessuno. Il carburante per andare avanti era l'energia stessa che derivava dall'atto creativo. E poi il calore dei fans. A fare da tam tam ulteriore c'era anche una radio locale (Radio Città del capo n.d.r.) che ai tempi trasmetteva molta della produzione Pedale Baroque e l'atmosfera era comunque e sempre elettrizzante.

Tutto questo durò fino ai primi anni 90 all'incirca. I tempi stavano cambiando. Molti degli artisti finirono per perdersi per strada. Non così la Pedale Baroque però, che continuò (anche se a ritmo notevolmente ridotto) a produrre progetti di gruppi molto interessanti e sempre al di fuori di ogni logica "meramente commerciale". E nonostante ancora oggi mai nessun progetto Pedale Baroque sia stato pubblicato commercialmente, la LEGGENDA E' TORNATA!! Infatti dopo 20 anni la Pedale Baroque riprende il discorso interrotto esattamente dal punto dove si era interrotto. Balumba Tombo fu con tutta probabilità l'ultima compilation sfornata allora, e dopo che nel 2007, è arrivato Balumba Tombo Reloaded (letteralmente Balumba Tombo Ricaricato), si fà il bis neanche 2 anni dopo con il seguito che vi presentiamo ora: BALUMBA TOMBO REVOLUTION!!!!

In questo attesissimo sequel (seguito) trovano posto molte bands/artisti che non avevano trovato posto nel "RELOADED", e solo 3 nomi si confermano come "sempre presenti". Iniziamo proprio da questi stakanovisti della compilation. Sigismondo Paletta e i suoi condomini, finalmente riappacificatosi con i The Gay neighborhood (la parte gay del condominio che si era scissa dalla band originaria per "dissapori a sfondo sessuale"...) ci regala quello che potrebbe essere il loro capolavoro di maturità. La bellissima ballata "Scivolando sul suo lunghissimo fondoschiena" incarna infatti le 2 anime della band. Quella più tradizional sanremese anni 50/60 del leader carismatico (Paletta) e quella più progressista dei The Gay neighborhood, molto più incline a un sound e a soluzioni glam anni 70/80. Poi ci sono ancora Gli Eternauti, il bizzarro duo che evidentemente dopo il brillante esordio aveva voglio di confermare la propria vena creativa. E il risultato è "Solo da amare", un gioiellino di mutazione genetico-musicale, dove ad atmosfere da soundtrack in pieno stile world music si affianca poi il classico ritornello tormentone che non riesci più a toglierti dalla testa. E infine potevano mancare i Zacharias can't sleep? Certo che no. Infatti pensiamo che da quando esistono le compilation Pedale Baroque la loro sia stata la presenza più fissa, a dimostrazione che il loro talento non diminuisce col passare degli anni. Stavolta ci regalano un remake di una loro vecchia canzone, vale a dire "Wish you wanna start" che se non andiamo errati fu il loro singolo del 1983 (!!!). Pur mantenendo la sonorità originale "anni 80" a cui sono ancora tanto legati, la versione 2009 stupisce per la freschezza e le scelte di arrangiamento, che finalmente rendono merito a una grande canzone che era un pò caduta nel dimenticatoio. Bravi ragazzi!

Ma questo non è l'unico caso di remake. Ci sono addirittura i Danger, la prima band in assoluto della Pedale Baroque, che ci offre su un piatto d'argento la canzone più anziana e l'inedito più inedito della storia Baroquiana. Trattasi infatti di "Sea child", una struggente ballata composta pensiamo nel 1980 o giù di lì, ma mai registrata per il timore di non poterla rendere come meritava, a causa degli scarsi mezzi disponibili allora. Beh, l'unica cosa che possiamo dire è che è stato giusto aspettare così tanto, perchè la versione 2009 è di una bellezza disarmante. Ma non dilunghiamoci in elogi. Ci sono le altre band, da qualcuno ingiustamente definite minori, solo perchè ai tempi si trovavano a confrontarsi coi grossi nomi, ma che qui nella "revolution" dimostrano invece il loro grande valore. Prendiamo esempio dai Frogassa. Questi neri africani, autori da sempre di oscure canzoni tribali dal contenuto criptico (tutti i loro argomenti erano filtrati da metafore incomprensibili, dove tutto era visto "sotto effetto rana" e vi rimandiamo alla loro pagina di presentazione per capire a cosa ci riferiamo) stavolta ci stupiscono con una canzone contaminatissima a metà strada tra Africa e i paradisi tropicali (l'uso della slide guitar è all'inizio davvero spiazzante) che si dimostra ai fin dei conti un autentica gemma etno pop, dotata di ritornello devastante. E la stessa cosa succede per "gli scomodi" Los Turrinos, che con le loro atmosfere sudamericane ci travologono a ritmo forsennato. La loro "Chica especial, chica espacial" è uno spettacolo di scrittura musicale e cinematografica al tempo stesso. Il loro testo è un manifesto, altamente poetico e incredibilmente fantasioso, che celebra nel modo più divertente l'anniversario dello sbarco dell'uomo sulla luna. E poi guarda chi si rivede! Il tenore Poldo Cacarotti, che si è cambiato il nome e qualifica in Maestro Poldo Cataratta, ma è sempre lui. Con i suoi eccessi, con i suoi clamori, ma sopratutto col suo grande gusto musicale. Ed è forse la sorpresa più inaspettata, perchè accantona un pò le sue tipiche arie liriche, un pò da operetta, per darsi (con eccellenti risultati a parer nostro) al REQUIEM!!!! Sì, avete capito bene, proprio alla tipica celebrazione dei morti che la religione cristiana attua dalle origini dell'uomo. Ovvio che Cacarotti, oops Cataratta, non poteva fare le cose troppo tradizionali ed ecco infatti il coup de theatre. Non sono più i vivi che pregano per i morti, ma sono i nostri cari che dall'aldilà, preoccupandosi per quello che noi umani stiamo combinando, si affrettano a dire al buon Dio di non preoccuparsi per loro, di non ascoltare le loro inutili preghiere, e invece intervenire sulle creature umane in grave pericolo per il loro stesso operato! L'orchestrazione è sublime. Sinistra come dev'essere un tema che tratta di morti e vita ultraterrena ma anche dannatamente dolce come dovrebbe essere sempre una preghiera. Da qualunque parte essa provenga.

Poi c'è un esordio di lusso. Quello dei Ghandi goes to Bollywood, gruppo indian pop capitanato nientepopodimeno che da quel vecchio marpione di Alì Asanfhat Mukehiri Yazeb, vecchia conoscenza delle compilations Pedale Baroque e già presente in Balumba Tombo reloaded in un cameo con gli Ok Corral (Earrings for the dead). La canzone è un esordio col botto: "Welcome to Legoland" infatti non è solo una canzone dannatamente orecchiabile, condita con saporitissime spezie indiane che ti sconvolgono tutti i sensi, ma è anche un testo di quelli che scottano (sotto tutti i sensi), per la tematica affrontata, così drammaticamente d'attualità. (anche qui vi rimandiamo alla loro pagina di presentazione per maggiori informazioni)

E poi i pesi massimi. Un nome imprescindibile, un uomo mitico. Torna infatti dalla Russia con furore Leonid Sdjalayev, dissidente russo, personaggio di spicco della Pedale Baroque e autore di memorabili canzoni in perfetto stile "Soviet pop" negli anni d'oro della Pedale Baroque, ma che dovette interrompere la sua attività da noi a causa delle continue persecuzioni politiche da parte del KGB prima e dell'FBI poi. Erano i tempi pre-glasnost, pre caduta del muro e lui dopo avere regalato autentiche gemme (tra cui anche un mini album che rivedrà la luce rimasterizzato in un imminente suo greatest hits retrospettivo) a noi fortunati mortali frequentatori delle compilations Pedale Baroque ora ritorna col suo fascino immutato e col suo tocco ancora fatato la canzone "Eto niemoi film?" (è un film muto?) che rivela come il tempo non scalfisca di un millimetro i personaggi di vero talento. Sempre più acido, e nello stesso tempo ancora più viscerale, e sanguigno, in nome di un Unione Sovietica che per molti non c'è più, ma che per chi l'ha vissuta esiste ancora, eccome.

Dulcis in fundo il gruppo di maggior successo della Pedale Baroque, per la prima volta inserito in una compilation! Mesdames et Monsieurs... i Bohèmien Flambé!!!!!!!!! Anche qui sembrano usciti direttamente dal congelatore, perchè dal 1991, data di scioglimento ufficiale, il loro stile e la loro classe è davvero rimasto tale e quale. E sorprende ancora di più che il loro sound sia ancora così prepotentemente attuale. Sarà perchè anche ai loro tempi erano indicati come una sorta di extra terrestri che suonavano un genere avanti di 20 anni??? E allora come mai ad ascoltare la loro nuova "Distraction physique" sembra che siano ancora strani? Forse il tempo non è passato abbastanza o è solo trascorso malamente? Ai posteri l'ardua sentenza e intanto l'unica cosa che possiamo dirvi è... BUON ASCOLTO. Siamo troppo contenti di offrirvi un variegatissimo consommè di stili dalle mille influenze e contaminazioni. Un progetto che più internazionale, interrazziale e interfacciale non si poteva. Tutte e 10 le tracce sono il top, il massimo che potevamo pretendere dagli artisti. E anche il fatto che non riusciamo a trovare una nostra preferita (ci piacciono troppo tutte!!) la dice lunga sulla qualità dell'operazione.

La speranza è sempre la stessa, cioè che la discografia musicale (che se la passa decisamente sempre peggio) finalmente si accorga di questi grandi talenti. L'aria che si respira è sempre più frizzante. C'è fiducia. Nonostante questa situazione musicale mondiale assomigli di più a un principio di apocalisse che ad altro. Ma la convinzione che solo dalle ceneri di qualcosa possa nascere un nuovo inizio non c'è ancora sparita dalla testa. Speriamo vivamente che questo nuovo inizio musicale possa essere targato ANCHE Pedale Baroque. Siamo cocciuti e facciamo sul serio. :-)