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Alessandro Sgobbio : Aforismi Protestanti
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Debut Album from Italian jazz pianist Alessandro Sgobbio, "Aforismi protestanti" is a fascinating journey into hymns and stories of the Waldensian Church, born at the end of the XII century and survived at many years of persecutions.
Genre: Jazz: Piano Jazz
Release Date: 2010
Aforismi Protestanti
Alessandro Sgobbio
Record Label: Gaffe Edizioni
  • Download Album (MP3) - $9.99

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1. Martyre 0:46 + MP3 $0.99
2. Il canto della peste 3:11 + MP3 $0.99
3. Le premier 2:44 + MP3 $0.99
4. La Plainte 3:21 + MP3 $0.99
5. La rentrée 1:50 + MP3 $0.99
6. Beirut 4:08 + MP3 $0.99
7. Prompte et sincere 2:04 + MP3 $0.99
8. Temantico I 4:14 + MP3 $0.99
9. Ciabas 2:37 + MP3 $0.99
10. Comtmporag 1:40 + MP3 $0.99
11. Une beau dimanche 1:58 + MP3 $0.99
12. Temantico II 2:56 + MP3 $0.99
13. Tchanforais 3:26 + MP3 $0.99
14. Ma priere 2:34 + MP3 $0.99
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Album Notes

Aforismi protestanti

Tutto cominciò qualche anno fa, quando acquistai - in forte sconto perché ormai diretto al macero - un libro dell'editrice protestante Claudiana dal titolo "Gli antichi canti delle valli valdesi", curato dall'etnomusicologo Enrico Lantelme. Si trattava di interessanti trascrizioni di canti popolari in uso preso le comunità valdesi, melodie scampate all'oblio grazie alla memoria di alcuni anziani e ai cahiers (volumi artigianali con trascrizioni dei canti) gelosamente conservati da alcune famiglie storiche dei villaggi delle valli protestanti nel torinese.

In questi anni ho lasciato più volte che questi frammenti di testimonianza di fede e di avvenimenti storici mi parlassero attraverso l'improvvisazione o un certo suono pianistico. Questa raccolta di frammenti sonori ne costituisce un primo risultato.

Ogni aforisma non esegue mai fedelmente il canto da cui scaturisce, ma prova a ripensarlo unendo strutture differenti (piano solo, piano sovrainciso, piano preparato, piano con effetti) e il linguaggio improvvisazione; talvolta la matrice originaria aleggia sullo sfondo, quasi non riconoscibile, mentre nelle composizioni originali (Beirut, Tchanforais), ne richiama ambiente sonoro, colori e storie.

Il canto della peste, in bilico tra microatonalità e elementi di origine dodecafonica, rimembra un antico inno di ringraziamento scritto dal riformatore Ulrich Zwingli (malato e scampato al terribile flagello nel 1535). Infine, Temantico I e II sono due dicotomici omaggi ad un magnifico inno della tradizione anglicana.

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REVIEWS

Review from Janique Perrin (www.riforma.it)
author: Janique Perrin
                            
Quattordici massime che esprimono una norma di vita o una sentenza filosofica, se ci atteniamo alla definizione. Quaranta minuti di musica essenziale, profonda, autentica. Il suono di Alessandro Sgobbio, sobrio e generoso come il pianista, ci accompagna in un viaggio spirituale, quasi liturgico. Infatti i suoi Aforismi assomigliano a una celebrazione che guida l’ascoltatore dall’invocazione (Le Premier) alla benedizione (Tchanforais), passando dal lamento della confessione (La Plainte) alla riconoscenza profonda per il perdono (La Rentrée) e per l’ascolto di una Parola che viene da altrove (Beirut). Alessandro è andato a risuscitare melodie del patrimonio musicale valdese e l’ha letteralmente reso intelligibile e coinvolgente per il pubblico contemporaneo. Un colore nuovo, sensibile e verace di una predicazione musicale postmoderna, in grado di arricchire notevolmente la testimonianza protestante in Italia. Il ritmo, le armonie e le variazioni di Alessandro sull’inno “Così qual sono”, felicemente trasformato in Temantico I, sanno creare un’atmosfera che va dall’emozione pura di fronte all’onnipresenza di Dio all’insostenibile leggerezza dell’essere creato. Il brano prosegue e si allarga in una modernissima interpretazione della tradizione. Infatti Ciabas tiene insieme il rispetto per il passato e la speranza di un futuro rinnovato. Una menzione personale per Comtmoporag, un minuto e mezzo di apertura in fieri di "Eine feste Burg ist unser Gott" che esprime con timore e tenerezza la fede crescente del peccatore perdonato e del cristiano libero della libertà ricevuta da Dio. [...] Aforismi protestanti rispecchia la meditazione di un protestante italiano contemporaneo, pronto a dare molto perché ha scoperto nel suo viaggio interiore il dono della vita e la gioia di condividerla. Da ascoltare assolutamente!
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Rewiev from Franco Bergoglio (www.jazzitalia.net)
author: Franco Bergoglio
                            
Nel dominio assoluto della promozione mediatica che ha prodotto il fenomeno Allevi, costituisce una boccata d'ossigeno il lavoro di un giovane musicista, preparato, colto, dedito alla ricerca senza facili concessioni alla spettacolarizzazione del proprio operare. Alessandro Sgobbio è diplomato in pianoforte presso il Conservatorio di Parma, con successivi clinics della Berklee School di Boston (Umbria Jazz 2001) e laureato in Lettere e Filosofia. Un cursus interessante per sviluppare un iter artistico originale. Collabora con Roberto Bonati e il sassofonista Emiliano Vernizzi e ha partecipato all'incisione del discografica de "Il bosco di Beuys" di Giorgio Gaslini. In questo suo progetto (termine quanto mai abusato, ma in questo caso corretto, poiché sostenuto da una unità di intenti reale e non casuale) si percepisce lo sforzo della ricerca e l'approdo a una originalità non declamata, ma conseguita invece tramite un percorso meditato. Sul perché del titolo cediamo la parola allo stesso pianista, che spiega anche la genesi di questi brani. «Tutto cominciò qualche anno fa, quando acquistai un libro dell'editrice protestante Claudiana dal titolo "Gli antichi canti delle valli valdesi", curato dall'etnomusicologo Enrico Lantelme. Vi trovai settanta trascrizioni di canti popolari in uso preso le comunità valdesi, melodie scampate all'oblio grazie alla memoria di alcuni anziani e ai cahiers (volumi artigianali con trascrizioni dei canti) gelosamente conservati da alcune famiglie storiche dei villaggi delle valli protestanti nel torinese.» A partire da questo materiale originale e ovviamente intriso di religiosità parte un viaggio musicale poetico e delicato. E' giusto ed intelligente averli definiti aforismi per la loro brevità e per il carattere di distillato che questi bozzetti sonori tendono ad assumere. Spesso le note lasciano lo spazio a significativi silenzi, quasi fossero pause di riflessione dell'artista in questo dialogo con se stesso, lo strumento e qualcosa che sta oltre (forse il divino?). Una sorta di silenzio attivo lo definisce il filosofo Ortega Y Gasset, il quale fa spiegare a un saggio indiano la sua teoria: silenzio fecondo, non pura assenza di parole, ma il tacerle, il trattenerle, il silenziarle. Come in questo disco, dove spesso si avverte che alcune note sono state opportunamente ridotte al silenzio per farle meglio risuonare. Non è eretico accostare Martyre e Ma priere alle sonate e interludi per piano preparato di John Cage (specialmente nel caso del primo brano). Anche in quei frammenti sonori la vicinanza alla religione, nel caso di Cage quella orientale, costituiva un aspetto caratterizzante. Un inno gioioso si rivela invece promte et sincere mentre il Temantico I -omaggio ad un magnifico inno della tradizione anglicana (Nearer, My God, to Thee)- spiega l'autore, parte lentamente per mostrare una sua vena romantica, piena e non stucchevole. Riflessivo il duetto con Achille Succi al clarinetto per La plainte. Franco Bergoglio per Jazzitalia [ http://www.jazzitalia.net/recensioni/aforismiprotestanti.asp ]
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Review by Marco Buttafuoco (www.giudiziouniversale.it)
author: Marco Buttafuoco
                            
Coniuga tradizione secolare e modernità l'esordio del pianista Alessandro Sgobbio. Aforismi Protestanti reinterpreta i canti religiosi della comunità valdese con un occhio di riguardo alla musica contemporanea: in vendita soltanto su Internet di Marco Buttafuoco Pugliese di Taranto, ventotto anni, di religione valdese, appena diplomato in jazz al Conservatorio di Parma, secondo classificato al concorso nazionale Luca Flores per giovani pianisti. Questa la rapidissima scheda di Alessandro Sgobbio. Inutile sprecare aggettivi come "promettente" o "emergente". In Italia il talento non è garanzia di riuscita professionale. Il successo - non citiamo i soliti nomi - è frutto di alchimie mediatiche misteriose ma non troppo. Per fortuna oggi la rete rende indipendenti gli artisti che tali vogliono veramente restare. Questo bel disco, è, infatti, acquistabile solo su internet, il non-luogo dove vivrà la creatività futura, quella che non si piega alle esigenze di un mercato pigro e superficiale. Il titolo accenna già agli intenti musicali di Sgobbio. La maggior parte dei brani è, infatti, una personalissima e distillata rilettura di materiali musicali delle valli piemontesi che i valdesi scelsero secoli fa, quando sfuggivano alle persecuzioni della chiesa ufficiale. Furono protestanti ante litteram, in anticipo di almeno trecento anni su Lutero e con le Chiese riformate si riunirono nel XVI secolo. Naturalmente la musica che Sgobbio racconta da solo sul suo pianoforte (in un solo brano appare anche il clarinettista Achille Succi) non ha intenti folcloristici o descrittivi. La stessa forma aforistica richiamata dal titolo rivela un’intenzione poetica diversa. Quella di elaborare, in forma concisa e sognante, un sentimento di religiosità profonda, un legame forte con i confratelli di una religione che Sgobbio ha incontrato relativamente tardi, una specie di memoria non condivisa. La sensibilità artistica di Sgobbio è orientata verso la musica contemporanea (John Cage) e verso pianisti come Keith Jarret o Bobo Stenson più che verso il mainstream jazzistico propriamente detto. Ma l'ingrediente essenziale del disco è pur sempre l’improvvisazione, meditabonda e appassionata, talora ribollente come in una delle rielaborazioni di uno dei più importanti canti della tradizione innografica anglicana (Nearer, My God, to Thee). Improvvisazione che si alimenta anche di procedimenti tecnologici, come la sovraincisione o la preparazione del piano con effetti. E’ un disco che cattura lentamente, Aforismi protestanti. Scontroso all’inizio rivela poi, con pudore, una vena poetica dolce e sofferta, intessuta di silenzi e di accensioni, una sorta di malinconia senza tristezza, un abbandono misurato. Non c’è però nessuna scoria minimalistica nelle quattordici tracce, quasi sempre molto brevi, nessun autocompiacimento. Dalle dita di Alessandro Sgobbio nasce musica profonda ed essenziale, quasi scabra, austera, come la religione che la ispira. [ http://www.giudiziouniversale.it/d/articolo/musica/la-fede-nel-jazz ]
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An oasis in the desert: a journey from Beirut to this album's release
author: Andrea Casale
                            
In a moment like the bad one international music is living, Alessandro Sgobbio's debut album "Aforismi Protestanti" is like an oasis in the desert. Far from the "pop music" of Giovanni Allevi and from the sense of lack of ideas of many Italian pianists, Sgobbio's first work is pure and complete: in the same moment it's experimental and emotional, virtuoso but elegant, unusual but pleasant even for those who are not usual jazz music listeners. Alessandro's followers already knew tracks as "La Rentree" et "Beirut", written during the period of his project "Pericopes" so it's a pleasure to find them here again on this album where they have been to find a new breath, a new place where the chords played by Alessandro Sgobbio may float in the depth of everyone's heart. If this is a debut album, there will be surely great expectations for the next one. 5 stars.
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