L'impressione immediata che dà questo disco è quella di averlo già ascoltato da
author: Vittorio Lo Conte - All About Jazz
L'impressione immediata che dà questo disco è quella di averlo già ascoltato da qualche parte, di essere già stato memorizzato molto tempo fa. Eppure sono quasi tutte composizioni originali e la musica è stata eseguita da un duo che alla fine appare, grazie alla tecnologia moderna, come un quartetto ben compatto e agile nell'eseguire una proposta cui vengono aggiunte tracce (Walter Paoli alla batteria e Riccardo Galardini alla chitarra elettrica) da un festival di Montreux (1988)
Il genere che trattano Fabrizio Festa e Maurizio "Bozorius" Bozzi è la fusion, quella del primo Pat Metheny e dei suoi suggestivi album insieme a Lyle Mays, le atmosfere da estate e sole di Danny Gottlieb, musiche che hanno il pregio della facilità di recezione e di evocare paesaggi rilassanti.
I due musicisti italiani firmano alcune composizioni gradevoli e rendono bene una musica che ha segnato il movimento fusion un bel pò anni fa, restando ispirati da tanta bellezza, mettendoci un bell`impegno in studio e facendo a meno di quel virtuosismo che i colleghi americani distribuiscono a piene mani nei loro lavori.
Tutto scorre lieve, senza picchi in alto o in basso, fungendo alla perfezione come musica da sottofondo (per chi la gradisce)
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Chissà quanti ne ha "fulminati" Jaco Pastorius....
author: Roberto De Virtis - AltriSuoni.org
Chissà quanti ne ha "fulminati" Jaco Pastorius. Il grande bassista ha influenzato moltissimi musicisti con il suo virtusosismo rivoluzionario e il grande talento compositivo. Maurizio Bozzi, in arte Bozorius, è uno di questi. Naturalmente il curioso nom de plumes di questo bassista, chitarrista e compositore italiano è un omaggio ad una delle colonne dei Weather Report: dopo essersi avvicinato alla sua musica negli anni Settanta, Bozorius decide di dedicarsi al basso fretless e sostanzialmente alla fusion, svolgendo nello stesso tempo un'intensa attività di session-man con artisti italiani (Zucchero, Raf, Ramazzotti sono alcuni degli artisti che si sono avvalsi della sua esperienza).
La collaborazione con il pianista, arrangiatore e compositore Fabrizio Festa inizia nel 1982: a quell'anno risale la formazione del Festa Group, gruppo jazz-fusion che incide tre dischi e partecipa per due anni di seguito (1988-89) al prestigioso Festival Jazz di Montreux.
La più recente produzione del Festa Group, "Vinyl", raccoglie proprio parte del materiale della serata di Montreux dell'88 che va ad affiancarsi a quattro nuove composizioni che spaziano dai ritimi caraibici alle commistioni fusion-prog tipiche del Pat Metheny Group. Non tutto convince, ma se siete dei nostalgici degli anni '80 potete rispolverare il vostro vecchio giradischi e mettere su questo "Vinyl". Se nemmeno gli anni '80 vi solleticano potete sempre rifugiarvi nella cara, vecchia "All Blues" di Miles Davis. Dove al rassicurante basso acustico di Paul Chambers, tuttavia, si sostituisce il fretless liquido di Bozorius.
Musicisti:
Fabrizio Festa - piano, keyboards, composer, arranger;
Maurizio "Bozorius" Bozzi - bass, acoustic guitars, composer, arranger;
Riccardo Galardini - electric guitar;
Walter Paoli - drums.
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I love this document, it tells about the state of the art of the contemporary ja
author: Bill Testa
I've been surprised about the freshness of this band,I mean,
these are live recordings from the eghties... the musicians are enthusiastics, they enjoy their music, we can feel it in every track; there are some great compositions inside, like: Winter Tales, mediterranean and misteriuos, Wings of Peace, so lightful and positive, or Northern Lakes, a cool lullaby, recalling the northern European athmosphere; I love this document, it tells about the state of the art of the contemporary jazz in Europe, intimate and mellow.
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An interesting document of the european jazz-fusion af the late eighties.
author: Paul Christopher
A very interesting and exciting cd, almost taken from
old analogic live and studio tapes;European jazz-fusion at the best, great rhythm section with a fantastic bass player,
the tracks from the Montreux jazz festival are full of power
and feeling, the compositions are expressive, warm, mediterranean. There is the "Weather Report" and " Pat Metheny group" influence inside, but this band reveals
a personal identity, not to be missed!!
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