Dark and Light by Alan Hewitt
author: Alan
I had the unexpected pleasure of meeting Marco Lo Muscio whose New Horizons CD I reviewed a while back at Steve Hackett’s gig in Rome. Marco very kindly provided me with a copy of his new album, Dark And Light and I have great pleasure in reviewing it here.
The album opens with a delightful piano rendering of one of my favourite Anthony Phillips tracks; Lutes Chorus, which Marco translates brilliantly for solo piano. This is in turn, followed by another favourite; Set Your Heart At Rest from Steve’s A Midsummer Night’s Dream album. A glorious version this one, full of heart and emotion. A series of homages to various composers begins with Gymnopedie No 0 a brilliantly observed performance in the style of Erik Satie. Others in the series include Night Song, a tribute to Bill Evans and another wonderful re-working of Horizons which works amazingly well on piano.
As usual, this is an album of two halves and the second half features Marco’s work on the pipe organ. I thought this was an unlikely combination on his first album but have to admit it worked remarkably well and here we have more proof that if you have the musical talent; then anything is possible. The selection opens with a superbly funereal transcription of All is Mended by Steve, which really reverberates in the memory long after you have heard it. This is followed by a transcription of a piece by my favourite keyboard player; Rick Wakeman. “Jane Seymour” from his Six Wives of Henry VIII album. Well… taking on something like this from a master such as Rick really shows how talented Marco is and this is a stunning version! The rest of the album is in similar vein containing tributes to various musical heroes (and heroines) of Marco’s and each and every piece is a joy to hear.
Dark And Light is an album that anyone with a passion for excellence in music will thoroughly enjoy and I heartily recommend it! (Alan Hewitt - The Waiting Room WebZine)
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"Dark and Light" by Antonio Piacentini
author: Antonio
Ci sono due modi di avvicinarsi a questo lavoro.
Il primo è con lo spirito dell’appassionato di rock progressive anni 70 che troverà in questo lavoro variazioni su temi che conosce a memoria.
Il secondo è con lo spirito dell’appassionato musicale a tutto tondo che troverà nei quindici brani che compongono questo lavoro tutto l’amore che Marco lo Muscio ha per i suoi strumenti di riferimento, ossia pianoforte e organo.
Qualsiasi sarà l’approccio con cui vi accosterete a questo lavoro difficilmente resterete delusi dalle emozioni che sono racchiuse in questo cd.
Marco Lo Muscio è uno dei pochi casi, se non l’unico, di musicista che partendo da un territorio classico e avendo basi classiche, affronta territori musicali che farebbero rabbrividire qualsiasi appassionato della musica colta, riproponendoli in una maniera tale da dargli una dignità diversa da quella che avrebbe in un determinato ambiente culturale rock. E non è un caso che Steve Hackett sia uno dei più grandi estimatori dell’organista romano.
"Dark & Light" si divide in due parti. La prima è dedicata al pianoforte, anzi Pianoforte con la maiuscola, visto che stiamo parlando di uno Steinway 9’ gran piano. In questa parte troviamo rivisitazioni di brani di Anthony Phillips (estratti da "The Geese and the Ghost"), Steve Hackett (da "Midsummer Night’s Dream"), Eric Satie (un omaggio alle 3 gymnopedies), un omaggio a Bill Evans, uno a Gershwin, fino ad arrivare ad un brano che partendo dal tema famosissimo di "Horizons" crea emozioni musicali nuove. C’è il tempo per riproporre un brano dell’ex Pierrot Lunaire Arturo Stalteri, prima di arrivare al cuore di questo cd, ossia i 15 minuti della title track dove tutta la classe, la passione, l’esperienza, la preparazione artistica e il gusto di Marco Lo Muscio vengono fuori alla grande. Il brano centrale nonché il migliore del lavoro.
Nella seconda parte il protagonista è l’organo della chiesa anglicana di San Paolo dentro le mura di Via Nazionale a Roma. Difficilmente l’atmosfera di un concerto dal vivo può essere riprodotta in un cd (a questo proposito Marco Lo Muscio ha recentemente pubblicato anche un DVD molto interessante), in ogni modo la resa sonora è ampiamente soddisfacente.
In questa seconda parte si segue la falsa linea dei brani al pianoforte. Si parte da un brano di Wakeman per passare ad omaggi a Hackett, Fripp e Annie Haslam, per concludere alla grande con un’interpretazione molto personale di "Fanfare for the Common Man" di Emersoniana memoria.
80 minuti di musica vera, che va oltre il concetto tanto abusato di cover per giungere a qualcosa che in campo rock progressive ancora non era stato provato in maniera seria. Non si scimmiottano le composizioni classiche, ma si parte dal rock per arrivare alla musica classica.
Anche se i termini sono gli stessi, invertendoli il risultato cambia… e di molto.
Antonio Piacentini(Arlequins WebZine)
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"Dark and Light" by Claudio Caridi
author: Claudio
Secondo capitolo “progressive” per Marco Lo Muscio con questo splendido “Dark and Light”. Come il precedente “New Horizons”, anche “Dark and Light” alterna pezzi famosi tratti dal mondo prog alle composizioni di Marco, le quali sono ampiamente influenzate da quel “modo” così particolare di proporre musica.
Marco è un ottimo interprete, il suo piano è cristallino ma sempre ben evidente fra i passaggi più complicati. La seconda metà del Cd è invece eseguita con l’organo a canne, uno strumento che racchiude dentro se un mondo intero, almeno secondo l’illustre parere di Steve Hackett.
La parte pianistica si apre con un pezzo di Anthony Phillips, il primo chitarrista dei Genesis, che proprio con “The Geese and The Ghost” continuò il discorso prettamente strumentale dei primi Genesis. Ottima la scelta di Marco di proporre “Lute’s chorus from Tudor Times”, con il piano che riproduce l’incalzare delle note con dolcezza perfino maggiore dell’originale. Segue l’Hackettiana “Set your heart at rest”, eseguita fedelmente rispetto all’originale, forse per deferenza del pianista verso il suo compositore.
Fare propria la musica di altri autori significa comprenderne a fondo lo spirito, evitando di fare una copia carbone dello spartito. Marco ha la grande sensibilità e la modestia dei grandi, di raccogliere questi brani e di riprenderli come punti d’inizio per uno studio musicale unico ed interessante.
Questo è particolarmente evidente in “Meditation on Horizons”, e “Gymnopedie n.0” di Erik Satie.
Impressionante la lunga suite di ben 14 minuti, intitolata “The Book of Gandalf”, composta per questo progetto musicale. La composizione si affianca con naturalezza a quelle degli altri autori del Cd, come un prolungamento di stile, senza alcuna forzatura.
La seguente “All is mended”, apre la sezione per organo. Ricordo che Steve Hackett ad Orvieto si commosse ascoltando la maestosità di questa versione che lui compose in origine alla chitarra classica. Bellissima anche “Jane Seymour” di Rick Wakeman tratto dal suo famoso “Le sei mogli di Enrico VIII”.
La sezione all’organo richiede maggiore attenzione rispetto a quella pianistica, ci vuole concentrazione per cogliere tutte le lievi sfumature che Lo Muscio riesce a dare ai brani, non solo alla tastiera ma anche ai pedali.
“Dark and Light” è un disco splendido, maturo, che completa l’opera intrapresa con il suo predecessore “New Horizons”. Tantissimi auguri a Marco per lo sviluppo della sua sfolgorante carriera musicale. Sono certo che i musicisti del mondo progressive lo avranno già notato come del resto è evidente da questi commenti ed elogi di Steve Hackett:
"...Brilliant Cd played fantastically! It was wonderful to feel the power of the organ combined with your complete commitment to the instrument and the music of all the composers. It was a sensational experience to hear music that started out as little doodles on the guitar being given such a extraordinary treatment. I'm a big fan of the sound of the organ which is a complete world in itself, especially in dedicated hands."
"...a marvellous musician!"
"...'Meditation On Horizons' is very interesting, particularly as you had changed the harmonies to good effect. You've made a lot of a track that was only one minute thirty seconds long originally."
“Dark and Light” è dedicato a Steve Hackett. Le positive osservazioni del chitarrista inglese nei riguardi del pianista, fanno ben sperare in una collaborazione fra i due musicisti dopo il loro incontro di Orvieto dell’anno scorso.
Claudio Caridi (Steve Hackett Italian Fans Club)
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"Dark and Light" by Robert Silverstein
author: Robert
Thanks to genius keyboard / piano virtuosos like Rick Wakeman and Keith Emerson, the sound of classical music made a huge impact on rock fans who tuned on to legends like ELP and Yes back around 1970. When his first CD came out a couple years back, Italian piano / pipe organ virtuoso Marco Lo Muscio was widely acclaimed by prog-rock legends such as Steve Hackett and Rick Wakeman. Filled with classically inspired instrumentals performed on grand piano and pipe organ, Marco’s first solo album, New Horizons was dedicated to the music of Steve Hackett. On his 2009 CD Dark And Light, Marco expands on his prog keyboard vision with a follow up CD featuring fresh transcriptions of classic compositions by Steve Hackett, Anthony Phillips, Rick Wakeman and Keith Emerson. With the first half performed on grand piano and the second performed on pipe organ, Marco’s original compositions include tributes to Erik Satie and jazz piano legend Bill Evans. Marco’s multipart, 14+ minute opus, filled with daring, grand piano extrapolations, “The Book Of Gandalf” is a definite Dark And Light highlight. On both New Horizons and Dark And Light, Marco Lo Muscio makes beautifully recorded, classically inspired instrumental piano and organ music for rock fans with an open mind towards the classics. Masterful, meditative instrumental keyboard music at it’s finest, Dark And Light features an excellent CD booklet filled with in depth liner notes—in both English and Italian—along with additional liner notes from guitar legend Steve Hackett.
Robert Silverstein (Music Web Express 3000 - USA)
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