UN MARE DI VOCI
Il mare è quello delle voci, tante, diverse, per timbro, ruolo, intensità;
medesimo è però il senso della ‘sacralità’ che dalla loro unione vibra comunque ed indipendentemente dalle opinioni e dai luoghi comuni.
Il mare è anche quello vastissimo del repertorio musicale, un gigantesco bacino di suoni, ritmi, idiomi, dialetti curiosamente affini: quello ligure certo, e quello brasiliano, cugini dall’identità forte; ma non solo.
Nel ‘mare di voci’ c’è anche l’Africa, il linguaggio del gesto e del corpo, dell’approccio melodico e istintivo; e c’è il sud-America in senso lato accanto al samba puro: il candomble, il tango……………………….;
c’è la contaminazione urbana, il funky, l’hip-pop, il reggae da strada.
Un mare di voci per un mare di possibilità, dunque.
Viviamo in un’epoca in cui l’incontro con le altre culture, superato lo scontro,
non deve accontentarsi del ‘confronto’; non c’è più spazio per la diffidenza, né per il ‘purismo’ o la ‘citazione’, ma solo per un’integrazione reale e gioiosa.
Nel ‘mare di voci’ ognuno può gettare con fiducia la propria, certo di poterla ‘ripescare’ rigenerata ed arricchita.
DESCRIZIONE
Un coro e una direttrice percussionista.
Una ‘bateria’ di samba ed un Maestro, cantante solista.
Un chitarrista e due musiciste poli-strumentiste ( tastiere, sax, flauto, fisarmonica).
Parte il gioco, fatto di scambi, anche di ruolo: talvolta i percussionisti cantano e i coristi tengono il ‘groove’…L’impatto è dirompente, assicurato.
Le canzoni sono mescolate, sovrapposte, riarrangiate, con particolare uso delle voci a disegnare un oceano di emozioni che lega i tanti continenti e gioca con le culture tanto lontane nello spazio e tanto vicine nell’incedere del tempo, musicale e non.
Alcuni dei brani sono coreografati per rendere il tutto ancora più armonico e gioioso.
E infine lo spazio per far cantare anche il pubblico, perchè il mare di voci può avere infiniti affluenti, e non ha paura di confondersi ad essi, mischiando i propri colori….
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