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Pajarritos : Sauce Invaderz
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Il mondo ha bisogno di Funk. Il Funk rimuove dal torpore, il Funk smuove le coscienze, sprona la gente a usare la propria testa. Il Funk, di sicuro, non se ne sta mai fermo. Il Funk succhia fuori litri di sudore dalle camice attillate e rende supersexy le felpe xxxl. Il Funk vi fa muovere e vi fa pensare.Vi muoverete senza pensare e vi muoverete col pensiero. Il Funk è la medicina che frulla i neuroni e libera l'anima dalla noia, dalla paura, dagli stereotipi e dalle convenzioni. Il Funk vi libererà! Sauce Invaderz è più di un ora di Funk originale e genuino. Dalla musica all'artwork, dal groove alle parole. Impreziosita da un remix inedito di Dj Fede. Se volete chitarre spaziali e bassi prepotenti, se sognate robot intergalattici e linee bollenti o se quello che cercate è puro, semplice, dannatissimo Funk, i Pajarritos sono quello che fa per voi! Givin' you more of what you're funkin' for... (Include un'ora di composizioni originali, un remix e Senneth! The Game!)
Genre: Urban/R&B: Funk
Release Date: 2009
Sauce Invaderz Record Label: La Suite Records
  • Buy CD - $17.97
  • Download Album (MP3) - $9.99
SPECIAL: 10% discount if you buy more than one copy of it today!
Preview Song Name Time Format Price Select
Intro 0:37 Album Only
My Own Nation 5:07 $0.99
U Got Soul 4:51 $0.99
Girl Sweat 4:29 $0.99
Paranoia Kills 6:21 $0.99
Standing As a Stone 6:40 $0.99
Don't be scared 4:35 $0.99
Hotline 6:40 $0.99
Bridge 3D 4:54 $0.99
Nature Revenge 2:53 $0.99
Scakatron 6:49 $0.99
Javarnanda Rap 3:02 $0.99
Worchester Sauce - DjFede P-Funk Era Remix 4:47 $0.99
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Album Notes

PAJARRITOS "Sauce Invaderz"
(LA SUITE)
genere: funk
Si può fare rap nel 2009 su una base funk senza sembrare anacronistici?
I Pajarritos sono la risposta.
Specie nelle liriche cantate, questo disco offre spunti di relax e piacere unici.
Questo è P Funk, lasciamo la cattiveria a chi vorrebbe il ritorno degli Onyx.
"U Got Soul", "Paranoia Kills", "Bridge 3D" farebbero felice il George Clinton peggio predisposto a sentire degli italiani che cercano di usurpargli il trono.
Il James Brown di "Unity" si metterebbe a ballare drogato da questo sound coinvolgente, fresco, sempreverde.
Noi, insieme a lui, ci lasceremo invadere dalla Sauce dei Pajarritos che ci fa battere le mani, cantare accappella, godere come la black nostrana non ci permetteva da anni.
"K", poi è una bomba di soul, stile, potenza.
Fosse nata 50 anni fa, a quest'ora ce la ricorderemo come una regina della disco anni 70.
Chapeau.
Michele Vaccari
recensione su Groove Magazine (luglio 2009)
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Pajarritos – Sauce Invaderz
a cura di: SalvoSkazzo
L’amore per la musica prima di tutto, è l’amore per il funk da solo buoni prodotti. Il funk quel fratello festoso, quell’espansivo suono che invade i party, il sudore che pervade i corpi nei balli più proibiti, il funk un universo prima del big bang, un fratello, un compagno, un complice.
Il mercato italiano per quanti campioni e sonorità usate vicine o totalmente funk poco ha offerto come album interamente del genere.
È il lontano 1999 quando si formano i Pajarritos, il tempo le situazioni portano cambiamenti e pause lunghe ma mai scalfiscono i nostri che coltivano dentro ognuno una voglia propria di suonare il funk.
E il 2008 è l’anno di Sauce Invaderz autoprodotto ma supportato per quanto riguarda la distribuzione da Self e Atipici.
Tredici tracce, uno spazio aperto, uno spazio a bordo di un’astronave robotica ovvero lo Scakatron, sette è il numero dell’equipaggio Dr. Bru, Eliana aka K, Javarnanda, Mr Bazu, Dewa, Johnny e Black Mamba.
Gli strumenti diventano il mezzo di propagazione delle emozioni, chitarra e sax mix uniti assieme da una voce quella di Eliana che apre dimensioni dalle mille sensazioni, sempre con quella freschezza che solo il funk riesce a concentrare e far venire fuori. A mio avviso in “Standing as a stone” i nostri mettono a nudo un’intimità profonda e dolcemente pacata, una voce che accarezza, una voce che è velluto all’ascolto.
“Javarnanda rap” viene da sorridere visto il lessico e le rime sconsideratamente banali, ma è un giocare, è come tale diventa un pezzo simpaticissimo uno sfogo un ridicolizzare affettuosamente. “Worchester Sauce” vede dietro le macchine Dj Fede che di funk ne capisce e ne mastica, unico, il meglio con il meglio. In conclusione un album per gustai dai suoni originali che non può mancare a chi vive e sente a colori.
Pis
www.cdpallstars.com (recensione giugno 2009)
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Pajarritos "Sauce Invaderz"
Elio Bussolino 7/10
Quando il Funk ancor prima di essere uno stile s'impone come un credo assoluto.
Ha già dieci anni di carriera alle spalle questo ensemble lombardo eppure lo spirito che lo anima sembra lo stesso del gruppo alle prime armi:
fiato alle trombe e ritmo, ritmo, ritmo.
Tanta entusiastica vitalità correrà anche il rischio di inciampare nella scolasticità, così come par di rilevare in qualche passo del loro "Sauce Invaderz", ma tanto vale a testimoniare una schiettezza di maniere così prepotente da travolgere spesso l'ascolto e trascinare chiunque nel frullatore di groove azionato senza risparmio e soluzione di continuità dai Pajarritos.
Prima avvisaglia o piena epifania di un ritorno di fiamma del funk anche sulle nostre sponde, i Pajarritos sono la salsa piccante che occorre ad ogni party come si deve.
recensione su "Rockerilla Magazine" n.345 (15Maggio/15Giugno)
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Pajarritos: Sauce Invaderz
Fedele alla promessa di non recensire più musica mainstream ma solo produzioni indipendenti, questo mese parlerò di un prodotto nostrano a marchio D.O.P., l'ultimo lavoro dei Pajarritos, intitolato Sauce Invaderz.
I Pajarritos fanno funky, di quello che se non ti alzi dalla sedia e cominci ad agitarti forse sei morto ma ancora non te l'hanno detto.
Sono figli della scuola di James Brown, Steve Wonder, George Clinton e della disco anni '70, quella di Earth Wind & Fire, Boney M. e Patrick Hernandez.
I Pajarritos sono otto: due chitarre, basso, batteria, sax, percussioni e due voci, una maschile e una femminile.
Quando salgono sul palco sembrano però un'unica entità, fatta di groove ed energia, che si muove e si agita al ritmo dettato dalla sezione ritmica composta da Mr. Bazu, Dewa e Black Mamba, seguendo i percorsi disegnati dal sax di Johnny e dagli assoli di Javarnanda.
Questi pazzi hanno dato anche un nome e una forma a questa entità, che è diventata SCAKATRON, il robot danzerino signore del groove, al quale hanno anche dedicato un pezzo, omonimo, per ingraziarsene i voleri.
Così adesso Scakatron li segue ovunque vadano, prendendo in prestito le voci e i corpi di Bru e della bella K per portare ritmo e buon umore nelle loro serate.
Da qualche tempo il nostro funky robottino ha nuovi argomenti di cui discutere, ben undici, più due bonus track, coi quali promette di agitare e tormentare ben bene le vostre notti, peggio di quanto potrebbe fare il ballo di San Vito.
Undici tracce di puro groove, catapultate tra di noi direttamente dagli archivi della Motown, con un gusto che non ti aspetti da dei ragazzi la cui età media si aggira poco al di sopra dei vent'anni.
E soprattutto una tecnica indiscutibile, frutto di lunghi studi e di una passione, quella invece per forza di cose innata, per la musica degli anni '60.
Nell'album si passa dalle note sensuali e calde di "Standing as a Stone", che parte come una suadente canzone d'amore recitata dalla voce di K per poi prendere ritmo ed energia nel finale, al funky rap di "My own Nation", in cui la parte da leone è affidata a Bru, passando per la lunga suite strumentale dedicata al loro signore e padrone Scakatron.
"Paranoia Kills" potrebbe averla scritta gli Earth Wind & Fire o magari James Brown, sorprende comunque che l'abbiano scritta un gruppo di ragazzi bianchi delle terre del riso, ma quel ritornello una volta che ti entra in testa non riesci a scollartelo (How can you dance if you're down on your knees/brother wake up stand up & standing next to me).
by Giulio Savy, recensito su "La Barriera (Disco del mese)

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