Eusebio Martinelli and the Gipsy Abarth Orkestar | Gazpacho

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World: Gypsy Folk: Power-folk Moods: Mood: Party Music
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Gazpacho

by Eusebio Martinelli and the Gipsy Abarth Orkestar

“Gazpacho”, a typical Andalusian dish whose ingredients are mixed in an unusual way but at the same time with great taste, is the name of the first album which includes original songs and traditional tunes played in Gipsy Abarth style.
Genre: World: Gypsy
Release Date: 

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3. Artijiana
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4. Hora Staccato
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5. Abarthzeana
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6. La Tharda
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7. Balkavalz
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8. Migrant Slow Train
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Available as MP3, MP3 320, and FLAC files.

ABOUT THIS ALBUM


Album Notes
SUD EST MARIACHI: Eusebio Martinelli - trumpet, sousaphone & bariton flugelhorn / Mario Sehtl - violin / Nicolò Fiori - double bass / Alessandro Lugli - drum / Maurizio Pala - accordeon
GAZPACHO: Eusebio Martinelli - trumpet / Paolo Schianchi - flamenco guitar, requinto fretless and 31 strings harp-guitar / Daniele Donadelli - accordeon / Nicolò Fiori - double bass / Marco Frattini - snare drum & percussion
ARTIJIANA: Eusebio Martinelli - trumpet, sousaphone & bariton flugelhorn / Mario Sehtl - violin / Nicolò Fiori - double bass / Alessandro Lugli - drum / Maurizio Pala - accordeon
HORA STACCATO: Eusebio Martinelli - trumpet, sousaphone & bariton flugelhorn / Aleksandar Rajkovic - bariton flugelhorn / Alessio Berrè - violin / Alessandro Lugli - drum / Maurizio Pala - accordeon / Luca Serio Bertolini - guitar & big bass drum
ABATHZEANA: Eusebio Martinelli – trumpet / Mario Sehtl – violin / Aleksandar Rajkovic – bariton flugelhorn / Alejandro Toledo – alto saxophone
Michele Montolli - double bass / Jader Nonni – drum / Maurizio Pala - accordeon
LA THARDA: Eusebio Martinelli - trumpet, sousaphone & bariton flugelhorn / Mario Sehtl - violin / Maurizio Pala - accordeon / Alessandro Lugli - drum
BALKAVALZ: Eusebio Martinelli - trumpet / Mario Sehtl - violin / Maurizio Pala - accordeon / Michele Montolli - double bass / Marco Frattini - drum & percussion
MIGRANT SLOW TRAIN: Eusebio Martinelli - trumpet / Mario Sehtl - violin / Maurizio Pala - accordeon / Nicolò Fiori - double bass / Marco Frattini - percussion

Sud Est Mariachi, Gazpacho, Balkavalz & Migrant Slow Train are composed by Eusebio Martinelli.
Artijiana, Hora Staccato, Abarthzeana and La Tharda are original arrangements made by Eusebio Martinelli of traditional songs.

Credits:
The bariton flugelhorn on Hora Staccato and Abarthzeana is recorded in Belgrad at Balkanistan recording studio by Aleksandar Rajkovic.
The saxophone on Balkavalz is recorded in London at Magic Tombolinos studio by Alejandro Toledo.
The accordeon on Balkavalz is recorded in London by Maurizio Pala at his own recording studio.
The double bass on Balkavalz is recorded in London by Gabriele Romeo at his own recording studio.
The guitars on Gazpacho are recorded in Parma by Paolo Schianchi at Omniamusica Recording Studio.
The violin and the big bass drum on Hora Staccato, the guitar on La Tharda and the drum on Sud Est Mariachi, Hora Staccato and La Tharda are recorded in San Polo D’enza (RE) at Yonders Studio by Luca Serio Bertolini.
The accordeon on Gazpacho is recorded in Castellarano (RE) by Daniele Donadelli at his own recording studio.
All other tracks are recorded by Eusebio Martinelli with the Gipsy Abarth Mobile Studio

Mixing by Luca Serio Bertolini at “Yonder Sudio”, San Polo d’Enza
Mastering by Gianni Versari at “La Maestà” Studio Mastering, Tredozio
Artwork by Robert Kondorosi, Berlin

Produced by Eusebio Martinelli

Info & Booking
Phone: 0039 3286816960
Email: info@eusebiomartinelli.com
www.eusebiomartinelli.com/gipsyabarth


Reviews


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Salvatore Esposito

BLOGFOOLK MAGAZINE
Figlio musicale di Nedo Lodi, celebre tromba nei film di Sergio Leone e con alle spalle studi al conservatorio e una laurea in discipline musicali, Eusebio Martinelli è un talentuoso trombettista con alle spalle prestigiose collaborazioni con Vinicio Capossela, Kocani Orkestar, Mau Mau, Goran Bregovich, Modena City Ramblers, Marc Ribot, Mauro Pagani, Roy Paci, e Calexico. Gazpacho è il suo album di debutto come solista che lo vede affiancato dalla Gispsy Abarth Orkestar, un ensemble multietnico che raccoglie musicisti provenienti da Serbia, Bosnia, Italia e Inghilterra. Il disco presenta otto brani strumentali tra originali e tradizionali caratterizzati dalla personalissima cifra stilistica che lui stesso ha autodefinito Gispy Abarth, un travolgente meltin’ pot sonoro che spazia dai Balcani ai Paesi Bassi, dalla musica Yiddish al Messico, fino a toccare l’Oriente e il Nord Africa. Così tra trombe mariachi, ritmi gitani e fanfare balcaniche si compone un quadro musicale di grande suggestione nel quale si mescolano suoni, colori, musiche da ballo, in un fluire continuo di energia, goliardia, e atmosfera da grande festa. Durante l’ascolto si colgono tutte le influenze musicali che hanno caratterizzato il percorso artistico di Martinelli, che nell’approcciare la realizzazione di questo disco ha curato nel dettaglio ogni singola parte musicale, fungendo da perfetto regista di un disco in cui la dimensione corale, è il perno su cui ruota ogni melodia ed ogni ritmo. Proprio come il gazpacho, la zuppa tipica andalusa celebrata nel titolo, questo disco è la rappresentazione pratica di come la ricerca attraverso sonorità solo apparentemente diverse tra loro, possa dare vita ad una proposta musicale originale, che mira non solo alla riscoperta di quelle tradizioni legate al mondo contadino ma anche ai ritmi urbani come dimostrano brani originali comel’iniziale Sud Est Mariachi, la title track caratterizzata dall’intreccio tra tromba e accordion, e la fascinosa Migrant Slow Train e l’etno-jazz di Balkavalz che rimanda a sonorità manuche. Ancor più coinvolgenti e riusciti ci sembrano i brani tradizionali come Artijiana, Hora Staccato, Abarthzeana e La Tharda nei quali la contaminazione sonora sembra cogliere maggiormente nel segno sia dal punto di vista degli arrangiamenti sia da quello della fruibilità sonora. Gazpacho per essere un’opera prima è senza dubbio un disco di grande qualità e siamo certi che nel prossimo futuro Eusebio Martinelli e la sua Gispsy Abarth Orkestar sapranno sorprenderci ancora.

Rocherilla

"il peggior torto che si possa fare a questo disco è ascoltarlo seduti"
Per il suo esordio discografico in proprio, dopo frequentazioni artistiche eterogenee, Martinelli getta nel calderone una miscela generosa di canti gitani e trombe mariachi, divagazioni klezmer e cadenze andaluse, melodie sbandate e umori balcanici in salsa romagnola. Acrobazie iperboliche, cuore e tecnica a profusione, alta gradazione alcolica e piglio da orchestra da ballo sono il marchio di fabbrica di un lavoro sensibile innanzitutto al
movimento, mentre la suggestione trova respiro nei rari episodi in cui il tempo rallenta ripiegando in sbornie
malinconiche, come nell’ispirata rivisitazione del tradizionale La tharda. Per quanto produzione e mastering eccedano in pulizia e penalizzino in maniera suicida le basse frequenze, il peggior torto che si possa fare a questo disco è ascoltarlo seduti.

Rocherilla

"il peggior torto che si possa fare a questo disco è ascoltarlo seduti"
Per il suo esordio discografico in proprio, dopo frequentazioni artistiche eterogenee, Martinelli getta nel calderone una miscela generosa di canti gitani e trombe mariachi, divagazioni klezmer e cadenze andaluse, melodie sbandate e umori balcanici in salsa romagnola. Acrobazie iperboliche, cuore e tecnica a profusione, alta gradazione alcolica e piglio da orchestra da ballo sono il marchio di fabbrica di un lavoro sensibile innanzitutto al
movimento, mentre la suggestione trova respiro nei rari episodi in cui il tempo rallenta ripiegando in sbornie
malinconiche, come nell’ispirata rivisitazione del tradizionale La tharda. Per quanto produzione e mastering eccedano in pulizia e penalizzino in maniera suicida le basse frequenze, il peggior torto che si possa fare a questo disco è ascoltarlo seduti.

Lino Brunetti per "Backstreets of Buscadero"

Gazpacho, autentico biglietto da visita
EUSEBIO MARTINELLI, trombettista classe 1976, dopo una miriade di esperienze con gruppi ed ensemble jazz, rhythm & blues, ma anche folk e rock, nonché la sua presenza nella band di Vinicio Capossela, a partire dal 2011, ha riunito attorno a sé un gruppo di musicisti, per dar vita ad un progetto di fusione tra la musica andalusa e gitana e quella balcanica. Il risultato, realizzato appunto con la sua GIPSY ABARTH ORKESTAR – Mario Sehtl (violino tzigano), Nicolò Fiori (contrabbasso rock’n’roll), Jader Nonni (batteria e tapan) e Michele Barbagli (chitarra flamenco), a cui vanno aggiunti, come ospiti nel disco, alcuni musicisti d’origine serba, bosniaca ed inglese, che aggiungono altri strumenti come l’accordeon, il sassofono, il flugelhorn – lo possiamo sentire in Gazpacho, autentico biglietto da visita per le loro infuocate esibizioni live, effettuate letteralmente in mezzo al pubblico. Otto brani, quattro firmati da Martinelli e quattro traditional debitamente riarrangiati. La tecnica dei musicisti coinvolti è naturalmente superlativa, l’interplay tra di loro di assoluto rilievo ed il divertimento assicurato. All’interno di generi tradizionali ben codificati, Martinelli e la sua band, non si propongono di operare degli stravolgimenti e, quindi, sappiate che qui dentro non si propone nessuna operazione di rilettura moderna. Se quello che cercate, però, è una musica che sa essere festosa e sottilmente venata di una sempre aleggiante tristezza, che ondeggia tranquillamente tra le atmosfere più spagnoleggianti di Gazpacho e quelle più chiaramente balcaniche di Balkavalz, questo è il disco che fa per voi. Tra le varie tracce, a me è piaciuta moltissimo
Migrant Slow Train, dove il dialogo tra la tromba di Martinelli ed il violino di Sehtl, è da urlo. Va da sé che, un progetto del genere, il suo meglio, lo offre ovviamente dal vivo.

Francesco Caprai per "Musica Rovinata"

"la qualità di questo lavoro e dei musicisti è davvero indiscutibile"
E' un piacere esser davanti al lavoro di Eusebio Martinelli (già musicista di Vinicio Capossela) e la sua orchestra, che ci propongono un disco fatto di un sapiente mix di folk est europeo e ritmi balcanici, per 8 brani sì strumentali ma che non stancano anzi, riescono a dare suggestioni diverse pur rimanendo tutte fedeli allo stile del compositore e del suo collettivo. Fin dalla traccia d'apertura però si capisce però che Martinelli & Co. non disdegnano anche piccole incursioni ed influenze derivanti da altri generi musicali: in "Sud Est Mariachi" ad esempio la batteria crea un sopporto ritmico tipico del rock, mentre nella title-track "Gazpacho" si sentono dei fiati che sembrano arrivare direttamente da un film western e una chitarra con rimandi alla tradizione andalusa. Con "Artijiana" si ha la prima mano per un poker di brani che sono ottime rivisitazioni di canzoni tradizionali, alle quali Eusebio Martinelli & The Gipsy Abarth Orkestar danno un nuova veste, ma sempre rispettando la carta d'identità di queste storiche composizioni. L'atmosfera di questo brano sembra quasi catapultarci in un film di Kusturica, con i suoi ritmi zingari fatti di melodie agrodolci. In "Horo Staccato" e "Abarthzeana" invece le sonorità sono quelle di un giorno di festa in est Europa, con i fiati a farla da padrone, con un ruolo sia corale che con ottime incursioni soliste. Lo stesso si può dire per "La Tharda", con la quale si chiude il ciclo delle canzoni rivisitate. Anche questo brano più che ballabile, grazie ad una batteria in levare che difficilmente fa star fermi. A "Balkavalz" basta davvero il titolo per spiegarsi da sola, così come è proprio il titolo a farci entrare subito nel mondo di "Migrant Slow Train", traccia conclusiva e a mio avviso la più coinvolgente di tutto il lavoro. Infatti i ritmi si rallentano e sembra davvero di vederlo il fumo di questo lento treno migrante. Sonorità più amare, che colpiscono a fondo. Conclusioni. Siamo di fronte ad un gran disco. Certo, di particolare è dire poco. E sicuramente sonorità del genere sono per appassionati di certe atmosfere, ma la qualità di questo lavoro e dei musicisti che hanno trovato spazio nel progetto di Eusebio Martinelli è davvero indiscutibile.

Francesco Caprai per "Musica Rovinata"

"la qualità di questo lavoro e dei musicisti è davvero indiscutibile"
E' un piacere esser davanti al lavoro di Eusebio Martinelli (già musicista di Vinicio Capossela) e la sua orchestra, che ci propongono un disco fatto di un sapiente mix di folk est europeo e ritmi balcanici, per 8 brani sì strumentali ma che non stancano anzi, riescono a dare suggestioni diverse pur rimanendo tutte fedeli allo stile del compositore e del suo collettivo. Fin dalla traccia d'apertura però si capisce però che Martinelli & Co. non disdegnano anche piccole incursioni ed influenze derivanti da altri generi musicali: in "Sud Est Mariachi" ad esempio la batteria crea un sopporto ritmico tipico del rock, mentre nella title-track "Gazpacho" si sentono dei fiati che sembrano arrivare direttamente da un film western e una chitarra con rimandi alla tradizione andalusa. Con "Artijiana" si ha la prima mano per un poker di brani che sono ottime rivisitazioni di canzoni tradizionali, alle quali Eusebio Martinelli & The Gipsy Abarth Orkestar danno un nuova veste, ma sempre rispettando la carta d'identità di queste storiche composizioni. L'atmosfera di questo brano sembra quasi catapultarci in un film di Kusturica, con i suoi ritmi zingari fatti di melodie agrodolci. In "Horo Staccato" e "Abarthzeana" invece le sonorità sono quelle di un giorno di festa in est Europa, con i fiati a farla da padrone, con un ruolo sia corale che con ottime incursioni soliste. Lo stesso si può dire per "La Tharda", con la quale si chiude il ciclo delle canzoni rivisitate. Anche questo brano più che ballabile, grazie ad una batteria in levare che difficilmente fa star fermi. A "Balkavalz" basta davvero il titolo per spiegarsi da sola, così come è proprio il titolo a farci entrare subito nel mondo di "Migrant Slow Train", traccia conclusiva e a mio avviso la più coinvolgente di tutto il lavoro. Infatti i ritmi si rallentano e sembra davvero di vederlo il fumo di questo lento treno migrante. Sonorità più amare, che colpiscono a fondo. Conclusioni. Siamo di fronte ad un gran disco. Certo, di particolare è dire poco. E sicuramente sonorità del genere sono per appassionati di certe atmosfere, ma la qualità di questo lavoro e dei musicisti che hanno trovato spazio nel progetto di Eusebio Martinelli è davvero indiscutibile.

Annalisa Esposito per "Whipart"

"musica gitana fatta di strada, di danze e colori, di racconti intorno al fuoco"
Il disco Gazpacho comprende sia composizioni originali composte da Eusebio Martinelli, che brani della tradizione gitana e balcanica, il tutto riproposto in chiave ‘Gipsy Abarth': squilli di trombe mariachi, canti tradizionali gitani, finemente macinati, sono i veri protagonisti di un album che trascina in un'atmosfera magica e goliardica. Alla realizzazione di Gazpacho hanno partecipato musicisti di grande esperienza e unici nel loro genere, provenienti sia da diverse zone d'Italia che da Serbia, Bosnia e Regno Unito. La loro attività musicale spazia tra progetti propri e collaborazioni con grandi nomi come Goran Bregovich, Vinicio Capossela, Modena City Ramblers e altri. Gazpacho ripropone in maniera originale la tipica atmosfera multi variegata della tradizione musicale gitana, fatta di strada, di danze e colori, di racconti intorno al fuoco, dando vita a esplosioni di energia e rendendo ogni ascolto una festa. Un disco interessante fin dalle prime tracce. Non semplice da catalogare ma sicuramente di grande impatto per il calderone di sonorità condite principalmente da elementi di musica balcanica e gitana che catturano l'attenzione. Un concept discutibile ma che sicuramente sarà apprezzati dagli amanti del genere. Portavoci di un genere particolare che ultimamente è stato portato alla ribalta in Italia da Alessandro Mannarino, Eusebio Martinelli & The Gipsy Abarth Orkestar ne mostrano però il lato da soundtrack, come nelle migliori pellicole alla Il mio grasso grosso matrimonio greco. Estremamente travolgente, Gazpacho è un viaggio all'interno della cultura musicale gitana cucinata all'italiana, abbracciando quindi sia le lezioni di Emir Kusturica e Goran
Bregovich, e a volte anche un po' le tradizioni romagnole. Dal sud est ai treni lenti pieni di emigranti, il viaggio musicale proposto dal gruppo al debutto attraversa culture, scenari e sogni che si uniscono in una miscela di musiche originali, coinvolgenti e d'atmosfera. Segno che non esistono solo i Gipsy Kings, ma anche e soprattutto la contemporaneità di Eusebio Martinelli & The Gipsy Abarth Orkestar.

Riccardo Merolli per "Rochambula"

"una lezione di musica nuova"
Voglio trasferire la mia mente lontano da queste situazioni grigie con cui tutti i giorni sono costretto a fare i conti, ho voglia di stramazzare per alcol, di danzare, di lasciarmi andare. Di una continua e instancabile festa, dalla sera alla mattina e poi ancora, fino a impazzire. L’esordio discografico di Eusebio Martinelli and the Gipsy Abarth Orkestar con Gazpacho arricchisce di molto le mie conoscenze musicali facendomi apprezzare e non poco quella musica gitana con la quale non avevo mai stretto un dignitoso rapporto. Amore e odio. Avevo fatto le mie prime conoscenze tramite Goran Bregovic e la sua Orchestra per Matrimoni e Funerali ma niente era andato a toccare il cuore come in questo caso, sarà merito della stupenda chitarra flamenca, sarà l’umore favorevole ad accettare certe note. Fatto sta che questa volta imparo piacevolmente una lezione di musica nuova, dove lascio da parte l’indiscutibile capacità tecnica dei musicisti e mi lascio strapazzare lasciandomi andare a improbabili quanto ridicoli balletti. Non è musica d’ascolto questa, bisogna viverla in pieno cogliendone i contrastanti sentimenti di felicità e tristezza che riesce a trasmetterci, un sound destinato a tutti quelli che vogliono afferrarlo senza distinzioni. Gazpacho mi è arrivato naturale senza che io gli destassi un attenzione particolare, musica balcanica fusa con quella andalusa, ritmi incessantemente belli, una pesca spaccata nel vino. Eusebio Martinelli dopo una ricchissima carriera artistica dove collabora anche con Vinicio Capossela, Kocani Orkestar, Mau Mau e Modena City Ramblers mette in piedi un orchestra di musicisti italiani e stranieri (Serbia, Bosnia e UK), lo fa con le intenzioni giuste dando vita a Gazpacho, il disco gitano dai sapori indie rock, un album alternativo con i suoni immortali del passato.

"The Breackfast Jumper"

"a metà tra la musica popolare e quella colta"
La bella stagione si avvicina e con essa la voglia di ballare e divertirsi. Immaginatevi questa musica come colonna sonora per le vostre tavolate con gli amici, mentre brindate, gustando la famosa zuppa andalusa che dà il titolo a questo primo album di Eusebio Martinelli. Eusebio è un trombettista che vanta alle sue spalle collaborazioni
artistiche importanti con Vinicio Capossela, Kocani Orkestar, Mau Mau, Modena City Ramblers ed ha inoltre suonato con musicisti del calibro di Marc Ribot, Roy Paci, Mario Brunello, Frank London e Calexico. A lui si
aggiungono ottimi strumentisti provenienti da varie zone d’Italia, Serbia, Bosnia e UK, che insieme formano la Gipsy Abarth Orkestar. L’album, a metà tra la musica popolare e quella colta, alterna brani tradizionali riarrangiati (Artijiana, Hora Staccato, Abarthzeana e La Tharda) a composizioni originali (Sud Est Mariachi, Gazpacho, Balkavalz e Migrant Slow Train), mescolando suoni tipicamente balcanici con quelli andalusi, il tutto supportato dalle squillanti e seducenti trombe mariachi. L’artwork del disco è stata realizzata da Robert Kondorosi, artista poliedrico di Berlino. Un disco entusiasmante, in cui si riesce, con successo, a trasportare
molta della dimensione live del gruppo e che spero riesca a stupire anche voi.

Emanuele Lanosa per "Indie Eye"

"ideale colonna sonora per il prossimo film di Kusturica"
Venghino signori venghino, Eusebio Martinelli and the Gipsy Abarth Orkestar ha pubblicato il primo album: Gazpacho. Musica da ballare e da vivere, ideale per lasciarsi andare e perdere completamente la testa durante una notte di follie, di amore e di alcool. Ottima per saltare ed urlare fino a quando le gambe non reggono più. Una particolare Patchanka a metà fra la musica popolare e quella colta, tra la tradizione e il jazz, il tutto tenuto assieme dal comune denominatore del divertimento e dell’allegria innanzi tutto. Un sano ritorno ad una tradizione contadina e campagnola, legata alla terra, attraverso il filtro della tecnica musicale maturata da anni di studio e un uso accurato degli arrangiamenti. Otto tracce equamente divise fra pezzi originali e melodie già esistenti come: ‘Artijiana’, ‘Hora Staccato’, ‘Abarthzeana’ e ‘La Tharda. Eusebio e i quattordici musicisti provenienti da ogni dove che collaborano con lui ci accompagnano in un viaggio attorno al mondo che, idealmente, parte dai Balcani e dai loro ritmi gitani per spostarsi verso le atmosfere yiddish dell’Est-Europa, da cui si riparte per dirigersi verso il Messico della musica Mariachi, ed il Sudamerica tutto, per poi subito rimettersi in marcia alla volta del Nord-Africa e della penisola araba e terminare l’avventura nei Paesi Baschi. Attraverso un attitudine decisamente circense viene fatto tesoro degli insegnamenti del Vinicio Capossela de Il Ballo Di San Vito e dei Modena City Ramblers più etnici, oltre agli espliciti riferimenti a Goran Bregovic e alla Kocani Orkestar, senza però dimenticare su tutte l’ispirazione infusa dai vari gruppi tzigani che si possono incontrare agli angoli delle nostre città. L’ideale colonna sonora per il prossimo film di Kusturica o Radu Mihaileanu.
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