Solidamòr | One Man Show

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One Man Show

by Solidamòr

Urban Sound Sentimental Revolution Pathchanka!
Genre: Reggae: Calypso
Release Date: 

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2. Bolita De Papel
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3. Corpo Di Piombo
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7. Oh Senorita
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8. Contigo
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12. One Man Show
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ABOUT THIS ALBUM


Album Notes
Nulla si conosce circa la storia dei musicisti dei SOLIDAMòR fino al giorno della nascita del gruppo. Si racconta che il casuale incontro in un negozio di strumenti musicali fra il cantante nonché leader indiscusso del gruppo, Andrea Ricci, nato a Napoli ma cresciuto a Milano, e il bassista milanese Fabio Del Torchio, detto “Freezer”, cambiò la vita di entrambi. Nel 2000 la casa del Ricci diventa sala prove e studio di registrazione dove rinchiudersi per mettere in musica le prime idee attingendo e ispirandosi al sottobosco di musica energica ma di qualità di Mano Negra, Los Fabulosos Cadillacs, Les Negresses Verts. Nel frattempo la famiglia si allarga con l’arrivo del pianista nonché tecnico del suono Lorenzo Picinali, in arte “Il Pizza”, e i tre, con l’aiuto di alcuni amici quali Simone Lo Porto e Luigi Pecere, non esitano a incidere un primo disco autoprodotto. La nascita di “Matricula Italiana”, questo il nome dell’album, è seguita da un avventuroso tour promozionale in Francia e Spagna che partito da Avignone ha raggiunto Barcellona, Tarifa e San Sebastian... Si racconta che, nel frattempo, un affermato chitarrista sardo, Diego Asuni, decise di abbandonare sole e mare per trasferirsi a Milano. Pochi giorni dopo lo sbarco, recatosi a trovare l’amico di vecchia data Andrea Ricci, sentì per la prima volta la musica dei Solidamòr e se ne innamorò. Da allora nessun altro musicista ha mai potuto dire di essere stato il chitarrista dei Solidamòr. Numerosi invece sono stati i musicisti che si sono seduti alla batteria: Matteo, Poncharello e Pietro di professione autista dell’atm (che veniva alle prove “guidando la 90”). Matteo è alla batteria alla prima uscita milanese del gruppo in un Rolling Stone affollatissimo. Si dice che quella serata fu indimenticabile non solo per l’apprezzamento del pubblico ma perché la piccola grande famiglia Solidamòr ebbe la fortuna di conoscere un formidabile trombettista Stefano Iascone, in arte “Iasko”, che, da allora, entrò a far parte dell’organico diventando un uomo simbolo del gruppo. Estate 2003. Il gruppo trascorre il mese di Agosto a Varano Borghi (VA) in un antico e isolato mulino dove viene registrato il primo album ufficiale intitolato, semplicemente, “Solidamòr”. Durante la lavorazione del disco, con una potentissima moto da cross, si presenta Michele Benvenuti, trombonista jazzista milanese che incide splendidi parti e che si aggrega alla compagnia che ormai ha raggiunto una formazione definitiva con l’arrivo alla batteria di Massimo Ielmini, di Varese ma cubano nell’animo, e Luca Canali alle percussioni. Otto musicisti più un fonico sullo stesso furgone percorrono migliaia di chilometri per promuovere il disco in un tour di 50 date nel 2005, che li porta a suonare a Roma, Frosinone, Vicenza, Rimini, Ravenna, Chiasso, Perugia, Cagliari… Alla fine del tour si salutano alcuni compagni di viaggio che decidono di mettere alla prova le loro ambizioni con differenti progetti musicali: Ielmini e Canali ritornano a suonare musica cubana, Benvenuti forma un quartetto jazz, il Pizza parte per Londra. Ma la buona sorte, che ha sempre accompagnato questo straordinario gruppo, consente al gruppo di conoscere alcune persone meravigliose e formidabili musicisti: il tastierista Franceso Vernillo, napoletano detto Nillo o Nello, il trombonista sardo Massimo Piredda, che ama farsi chiamare “Ramon” ma da tutti è chiamato “Il peggiore”, e il batterista Cristiano Novello, detto “Sold Out” sono i nuovi musicisti dei Solidamòr. Estate 2006. Il gruppo ritorna al mulino di Varano Borghi e registra le 12 tracce del secondo album dei Solidamòr e si prepara al tour 2007.


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